Novembre, nebbia, influenza, domenica mattina (leggi: domani è lunedi!).... Gesù! ho proprio bisogno di qualcosa che mi alzi il morale...E allora facciamoci questo bel Tiramisu, energetico, caffeinico, semplice e veloce. Il Tiramisu è uno dei miei dolci preferiti proprio per gli aggettivi di cui sopra, ma si dà il caso che fosse una vita che non riuscivo a prepararlo. Il motivo? assurdo e ve lo spiego subito.
Di solito il Tiramisù è un dolce che quando lo preparo (almeno io) ne faccio sempre un buon quantitativo, e quindi ben si presta per situazioni in cui si è in tanti e questo di solito ultimamente capita quando organizza qualcosa Max (il compagno di merende di Giò), ma qui scatta tutte le volte la solita tiritera di Giò: A Max piace quello di.... e quindi non farlo tu. Ma io dico gli uomini sono veramente strani! ma come cavolo fanno a sapere che preferiscono una cosa all'altra se non provano?... la settimana scorsa dopo anni di sottomissione ho deciso un colpo di mano e ho preparato il mio Tiramisu finalmente! lo stesso che ora nel solo vederlo mi aiuta in questa nebbiosissima mattina domenicale di novembre...
uova 6
zucchero 6+1 cucchiai
brandy 6 cucchiai
caffè solubile 2 cucchiai colmi (confezione nescafè nera)
savoiardi 600 gr (quelli secchi non quelli morbidi!)
cacao amaro in polvere qb
le dosi sono per 12-14 persone
Incomincio con il preparare il caffè che così avrà modo di raffreddarsi: evitando lo sbattimento delle caffettiere preparo in un bric da mezzo litro il caffè versando i cucchiai di caffè solubile e acqua per mezzo litro scarso. Faccio andare nel microonde un paio di minuti per scaldare bene l'acqua e sciogliere il caffè, quindi aggiungo un cucchiaio di zucchero e 4 cucchiai di brandy.
Rompo le uova dividendo i bianchi dai rossi e faccio montare a neve piuttosto ferma i bianchi d'uovo e li metto da parte. I rossi in una altra boule insieme allo zucchero e due cucchiai di brandy li sbatto con la frusta elettrica finchè non diventano chiari e soffici. A questo punto inizio ad aggiungere il mascarpone un cucchiaio alla volta sempre con la frusta per montare alla massima potenza. Quando ho aggiunto tutto il mascarpone e il composto è bello omogeneo, incorporo i bianchi d'uovo utilizzando una spatola o un cucchiao di legno cercando di non smontare nulla girando sempre nello stesso senso e dal basso verso l'alto.
Terminata la crema inizio a montare il dolce in un recipente in alluminio usa e getta (le dosi vanno bene per quello più grande). Inizio con inzuppare ad uno ad uno i savoiardi nel caffè ma molto velocemente per non renderli troppo morbidi, e fatto uno strato di savoiardi spolvero tutto con il cacao con un passino a trama stretta. A questo punto spalmo metà della crema e poi ricomincio con un ulteriore strato di savoiardi inzuppati. Nel secondo strato però metto prima la crema residua, livello bene e poi spolvero di cacao.
Il dolce dovrebbe riposare in frigo almeno un paio di ore in modo da far amalgameare i vari ingredienti. Io spesso lo preparo anche il giorno prima.
domenica 22 novembre 2009
HO PROPRIO BISOGNO DI UN TIRAMI SU'
sabato 21 novembre 2009
GLI AMORI E GLI ODI DELLE PIANTE AROMATICHE
Ieri ho letto un paio di articoli su "La Stampa" che hanno davvero attirato la mia curiostià e che volevo segnalarvi per una lettura leggera e simpatica.
Una ricercatrice americana pare abbia pubblicato uno studio in base al quale si prova che le piante hanno una loro vita sociale e quindi nutrono simpatie ed antipatie per altre specie vegetali. Seguendo questa teoria alcuni dei più belli e importanti orti come quelli di Moncalieri pongono massima attenzione a dove posizionare le piante: pare infatti che sia amore a prima vista tra porro e carota che, se seminati vicini, cresceranno felici e contenti mentre guerra totale sarà tra pomodoro e cetriolo (e dire che è la mia insalata preferita!) e se piantati vicini cercheranno di farsi la pelle...ops! la buccia a vicenda...
Allora per i curiosi, per chi ha la fortuna di avere un orto e vuole saperne di più, o per gli amanti del mondo vegetale, vi segnalo i link dei due articoli: "i perduti amori della salvia e l'odio dell'edera" e "le giuste simpatie fanno il buon orto"
martedì 17 novembre 2009
RAVIOLI ROMANTICI AL CACAO E ZUCCA
L'altro giorno mi sà che sono stata posseduta da Ratatouille (il topo cuoco del film animato) perchè mentre andavo a lavorare ho avuto l'idea di preparare questi cuori di pasta all'uovo ripieni di zucca e cacao che ho condito poi con burro fuso e pistacchi di bronte ed un pizzico di curry per dargli vivacità
La cosa strana è che Giò invece di tirarmeli dietro mi ha detto che gli sono piaciuti!... e chi l'avrebbe mai detto?! Secondo me è stato merito della forma romanticissima a cuore che ho dato a questi ravioli... ;-)
Scherzi a parte, in effetti il risultato è stato piuttosto gradevole: il ripieno dal sapore equamente ripartito tra zucca, cacao con un sentore di fondo di pepe che ben si amalgamava con il condimento croccante e speziato dato dai pistacchi e dal curry.
zucca 50 gr
cacao amaro 1/2 cucchiaino raso
burro leggermente salato 10-15 gr
pepe
per la pasta
uovo 1
farina di grano duro 100 gr
olio 1/2 cucchiaio
sale (un pizzico)
per il condimento
burro leggermente salato 40 gr
pistacchi una manciata
zucca 20 gr
curry hot vindaloo 1/2 cucchiaino raso
Le dosi sono per 18-20 cuoricini
Ho iniziato con il ripieno per dargli modo di amalgamarsi. Ho cotto la zucca nel forno a microonde senza acqua in modo che la polpa di zucca non risultasse acquosa. Ho frullato quindi la polpa cotta e poi ho aggiunto il cacao, il pepe (abbondante ma assaggiate al massimo ne aggiungete ancora alla fine) e il burro. Il burro non edev essere fuso nè ammorbidito. Io uso il Lurpak leggermente salato che è già morbido anche appena uscito dal frigo. Ho impastato per benino tutti gli ingredienti con una forchetta ed ho aggiustato di pepe in modo che il salpore fosse bene equilibrato tra gli ingredienti. Il burro serve per rendere morbito l'impasto, che con la zucca cotta " a secco", tenderà ad essere non troppo morbido. La quantità che ho dato dovrebbe essere giusta altrimenti aggiungetene ancora fino ad avere un impasto non secco ma neanche esageratamente morbido. Nel frattempo che riposava l'impasto ho fatto la pasta dei ravioli con il metodo classico e l'ho messa a riposare per una mezzoretta. Dopo aver fatto riposare la pasta l'ho passata nella sfogliatrice e ho tirato una sfoglia abbastanza sottile (numero 6 dell'accessorio kenwood chef). A questo punto ho creato i ravioli mettendo un nocciola di ripieno sulla sfoglia, ho poi ricoperto con altra sfoglia e ritagliato tanti cuoricini romanticissimi!
Nel frattempo che l'acqua dei ravioli arrivata a bollore ho tagliuzzato i pistacchi grossolanamente con un coltello (due/tre pezzi) ed ho ricavato dei dadini di circa 3-4 mm da un pezzetto di zucca. Ho unito i pistacchi e la zucca in una padella con il burro ed il curry ed ho fatto sciogliere il burro a fuoco dolcissimo (deve sciogliersi non friggere).
Una volta a bollore l'acqua ho buttato i ravioli che saranno cotti in pochi minuti. Appena si vede gonfiare la parte del ripieno di solito il raviolo è cotto. Una volta scolati, ho versato i ravioli nella padella con il burro fuso ed ho condito la pasta sul fuoco medio alto per pochissimi istanti.
venerdì 13 novembre 2009
PASTA E CECI: TANTO SEMPLICE MA TANTO BUONA
L'altro giorno a pranzo ho mangiato una delle pasta e ceci peggiori della mia vita: i ceci erano croccanti per quanto erano crudi, la pasta scotta, il brodetto completamente insapore... mi chiedo ma come si può riuscire a cucinare così male un piatto così semplice?
Mi è rimasta talmente la voglia di pasta e ceci che ieri l'ho cucinata ed ecco io la cucino così con dadini di speck e rosmarino ad insaporirla. E voi come la preparate?
A proposito! se volete vi dò un consiglio per velocizzare la ricetta: come vedrete io uso i ceci già cotti. Chi mi conosce saprà che sono contro ai cibi già cotti ma ho scoperto che i ceci de "Le conserve della nonna" (sono in un barattolo di vetro dal tappo rosso e bianco a quadrettini) sono ottimi: grossi e dalla consistenza morbida ma al punto giusto. Da quando li ho scoperti non li cuocio più io: fatica e tempo sprecati...
pasta ditalini 250 gr
speck 150 gr in fetta unica
porro 1
carota 1
rosmarino
olio
pepe
sale
le dosi sono per 4 persone
Ho iniziato con il preparare il brodo vegetale: affetto sottilissimo il porro e faccio a dadini piccoli la carota poi metto il tutto, con un bel giro d'olio e un pizzico di sale grosso, in un pentolino e faccio rosolare prima di aggiungere 600-700 ml di acqua. Quindi copro e abbasso leggermente il fuoco e lascio cuocere per almeno 30 minuti.
Nel frattempo ho fatto a dadini la fetta di speck e con il coltello e ho ridotto un pugnetto di gli aghi di rosmarino in un trito finissimo.
Quando ho visto che il brodo vegetale si era ristretto abbastanza ci ho versato i ceci scolati e sciacquati sotto l'acqua corrente. Ho lasciato acceso il fuoco per 2-3 minuti e poi ho spento.
Ho messo l'acqua per la pasta sul fuoco e all'ebollizione ho buttato i ditalini che ho tolto un paio di minuti prima del tempo di cottura.
Appeno buttata la pasta ho acceso il fuoco sotto il wok in cui ho messo lo speck a dadini e un goccio piddolo di olio. Una volta rosolato lo speck ho versato nel wok il brodo vegetale con i ceci e ho fatto andare a fuoco basso in attesa di scolare la pasta.
Scolata la pasta al dente, l'ho versata nel wok insieme al trito di rosmarino e ho dove fatto andare a fuoco alto per i due minuti che mancavano alla cottura della pasta.
A questo punto ho spento il fuoco, ho dato un bel giro d'olio e ho chiuso il wok con il coperchio. Ho lasciato riposare per una decina di minuti.
Prima di servire in ogni piatto di portata ho dato un altro giro di olio.
domenica 8 novembre 2009
TOPINAMBUR QUESTI SCONOSCIUTI
Ok! chiusi i festeggiamenti per il mio debutto in società come una vera Cenerentola mi sono messa ai fornelli dato che Giò non mi ha voluto portare al cinema a fare formazione professionale (volevo vedere Julie & Julia) così mi sono prodigata in questi sformatini di Topinambur. Topi-che??!! lo sò che la maggior parte degli italiani che non vivono in Piemonte non sanno cosa sono...non che io ci viva, ma disgraziatamente si dà il caso che la mia dolce metà è di quelle parti e che quindi subisco qualche influsso nonostante difenda strenuamente le mie tradizioni "terroniche" ops!... leggi del centro-sud
Sinteticamente i Topinambur sono delle radici che in Piemonte sono usatissime per la Bagna Cauda (o come cavolo si scrive) ed hanno un sapore molto delicato che ricorda vagamente il carciofo. Si mangiano sia crudi che cotti. A me crudi piacciono molto perchè hanno un sapore fresco e si posso preparano in una veloce insalata tagliandoli a fettine sottili sia da soli sia mescolati ad insalatina.
Per il dove trovare i Topinambur non saprei dire... nel senso che a Milano alla famosa Esselunga si trovano sempre... dalle altre parti Boh! ma credo che non sia poi così difficile, magari li avete avuti sempre sotto gli occhi senza sapere cosa fossero. Un pò come me...
Prima di lasciarvi alla ricetta ci tengo a commentarla perchè per questo sformatino ho riflettuto molto sul suo accompagnamento ed alla fine mi sono decisa in un bel contrasto tra il dolciastro quasi del Topinambur e l'amarognolo delle cime di rapa... un pò un incontro nord-sud. Gli ho voluto anche abbinare dei fiammiferi di zucca saltati con il curry per colorare il piatto ed accenderlo ancora di più di contrasti con il curry.... ditemi voi se ho abbinato bene...
Da ultimo! il piatto secondo me è adatto sia come antipasto ad un pranzo/cena importante sia come secondo leggero e vegetariano in occasioni più informali.
topinambur 600-650 gr già sbucciati
porro 1 medio
uova 3
olio
pepe
per la salsa
cime di rapa 1 mazzo
aglio 1 spicchio
olio
peperoncino
per l'accompagnamento
zucca qualche fetta
hot vindaloo curry
olio
le dosi sono per 6 sformatini
Ho iniziato con far pelare a Giò per punizione tutti i topinambur! Nel frattempo io ho pulito le cime di rapa, selezionando solo i fiori e le foglie più tenere e dalla zucca ho ricavato dei fiammiferi di circa mezzo cm scarso di spessore.
Ho quindi tagliato il porro a fettine sottili e l'ho messo a soffriggere nel wok con un bel giro di olio a fuoco dolce e poi ho aggiunto i topinambur tagliati a fette, una macinata abbondante di pepe, sale e un dito di acqua di un bicchiere. Ho coperto il wok ed ho fatto cuocere a fuoco medio fino a quando ho visto che i topinambur erano belli morbidi. A questo punto ho messo i topinambur in una ciotola e con il frullatore ad immersione ho ridotto il tutto in purè. Fate attenzione a frullare bene tutto e che non restino dei pezzetti interi!
Mentre raffreddava il purè, ho imburrato 6 pirottini usa e getta in alluminio che ho messo sulla placca nera del forno. Ho quindi aggiunto al purè le uova leggermente sbattute ad una ad una, ed ho suddiviso il composto nei pirottini che sono andata ad infornare a 180° ventilato per 30 minuti. Nella placca nera del forno ho versato un litro abbondante di acqua in modo da cuocere gli sformatini a bagno maria.
Mentre cuocevano gli sformatini ho preparato la salsina: nel wok ho messo a soffriggere con un bel giro d'olio uno spicchio d'aglio pelato, il peperoncino e poi ho aggiunto le cime di rapa. Ho fatto soffriggere un paio di minuti dopo ho aggiunto un paio di dita di acqua di un bicchiere ed ho chiuso il wok. L'acqua non deve essere troppa per non rendere troppo acquosa la salsa, ma deve essere sufficiente per far cuocere bene la verdura e non renderla "secca". Per sicurezza potete aggiungere acqua un pò alla volta man mano che si ritira. Le cime di rapa ci mettono al massimo una 20 di minuti a cuocere e quindi prima di sfornare gli sformatini, ho avuto tutto il tempo di versare le cime di rapa (togliendo quasi tutto l'aglio) in un bicchiere per il frullatore ad immersione, aggiungere dell'olio crudo e ridurre in salsa il tutto. Il frullatore andrebbe usato ad impulso!
Appena cotti gli sformatini ho spento il forno e li ho lasciati dentro a raffreddare in modo che non subissero shock termico... Nel frattempo tanto avevo da preparare la zucca. Ho preso una padella ho aggiunto un giro di olio, ho fatto scaldare e quindi ho messo i fiammiferi di zucca, ed ho unito mezzo cucchiaino di curry stemperato in un dito scarso di acqua di un bicchiere. La cottura è a fuoco piuttosto vivace in modo da far cuocere in fretta la zucca che tanto così sottile ci metterà pochissimo solo qualche minuto. Quando vedete che l'acqua si stà ritirando creando quasi una salsina, la zucca è pronta. Mi raccomando di non girare tanto perchè i fiammiferi si rompono!
A questo punto non resta che impiattare!
Consiglio di scaldare i piatti di portata in modo che sia la zucca sia la salsina (che tendono a raffreddare) restino il più calde possibili.

































































